Il fenomeno dell'estinzione riguarda la scomparsa di una specie animale o vegetale per cause:
naturali (sconvolgimenti climatici, epidemie, competizione naturale...)
indotte dall'uomo in modo:
diretto (sterminio)
indiretto (modifica dell'ambiente)
Già nel Rinascimento, Leonardo da Vinci, Girolamo Fracastoro, e Bernard de Palissy riconobbero la vera natura dei fossili. Nel 18° secolo Buffon (1707 – 1788) si basò sul riconoscimento e distribuzione dei fossili accennando al teoria dell’estinzione di alcune specie animali collegata al progressivo raffreddamento della terra. Nel secolo successivo furono avanzate altre due ipotesi sull’estinzione:
Ipotesi Catastrofista
(rapide ed improvvise variazioni geo-climatiche) |
Ipotesi Gradualista (attualista)
(lente e graduali variazioni geo-climatiche) |
Georges Cuvier (1760 – 1832), elaborò la teoria delle catastrofi successive secondo la quale repentine variazioni geo-climatiche avrebbero causato la scomparsa degli organismi da molte regioni della terra. Cuvier si attenne con scrupolo e rigore ai fatti osservati.
Louis Agassiz (1807-1873), esponente della scuola di Cuvier, osservò l’azione erosiva dei ghiacciai e arrivò alla conclusione che i depositi estesi di argilla e ghiaia, attribuiti ai grandi sconvolgimenti, erano prodotti dai ghiacciai stessi in più fasi di espansione. Era in questi periodi, ere glaciali, che molte specie animali scomparivano non essendo capaci di adattarsi in fretta alle rigide condizioni ambientali. |
Charles Lyell (1797 – 1875), geologo britannico, per contestare l’ipotesi catastrofista mise in evidenza che i resti dei grandi quadrupedi del pleistocene ( primo periodo dell’era neozoica iniziato 1,8 milioni di anni fa), potevano essere ritrovati sia al di sotto che al di sopra degli strati (argilla e ghiaia) di deposizione glaciale per dimostrare che la loro estinzione non fu un fenomeno repentino ma lento e graduale come avviene per le mutazioni geologiche e climatiche.
Lyell, verso la metà del 19° secolo, incorporò nella sua ipotesi sull’estinzione delle specie animali anche l’ipotesi di sterminio ad opera dell’uomo, per dare una spiegazione alla scomparsa dei grandi mammiferi pleistocenici della fascia boreale. |
In tempi storici l’uomo è stato spesso il principale responsabile di estinzioni di specie animali e vegetali.
Un'altra pratica umana, che spesso mette a serio rischio di estinzione le specie animali e vegetali, è quella di introdurre animali provenienti da altre biodiversità in ambienti totalmente diversi, occupati già da forme di vita che si sono ben adattate da millenni. Ciò provoca un alterazione ecologica con conseguenze serie per tutto l’ambiente che a volte possono diventare irreversibili.
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Tigre Siberiana (Panthera tigris altaica)
Bioparco - Roma -
"Quando la Tigre non ci sarà più, e le balene spiaggeranno in massa, avremo solo orsetti di peluche, e il mal di testa di una mucca grassa..."
..."Quando la Tigre non ci sarà più, spero che Dio la inventerà di nuovo, e già che c'è ci pensi un poco su, e faccia un po più intelligente l'uomo"
(O. Avogadro - B. Marro, 41° Zecchino d'Oro) |
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